le opere di caravaggio a napoli

La storia e la leggenda della vita di questo grande artista narrano quasi esclusivamente di un Caravaggio violento, assassino protagonista di una esistenza tormentata, spesa tra il lusso e la raffinatissima cultura dei palazzi romani degli inizi del Seicento e la feccia della strada, tra malviventi e prostitute.

Malgrado questo, fin dagli esordi, Caravaggio trovò potenti estimatori e non ci volle molto prima che fosse definito un genio del suo tempo, tanto da diventare un “protetto” di molti uomini potenti dell’epoca.

Caravaggio e Napoli, un connubio immortale

Il rapporto che Caravaggio ebbe con la città di Napoli fu intenso e ricco di avvenimenti molto importanti sia sotto il profilo artistico, sia per l’accoglienza che questa città seppe offrire all’artista dopo la sua precipitosa fuga da Roma a seguito di una rissa nella quale restò ucciso un uomo.

A Napoli Caravaggio, nell’arco di un solo anno dipinse alcune opere memorabili, tra cui “La flagellazione di Cristo”,“Sette opere di Misericordia”e “Martirio di sant’Orsola”.

“Flagellazione di Cristo” fu commissionata da Tommaso De Franchis, e si trova oggi al Museo Nazionale di Capodimonte; “Sette opere di Misericordia”, che si trova presso il Palazzo Pio Monte della Misericordia, è un olio su tela risalente al periodo tra il 1606 e il 1607.

Fu richiesto da Luigi Carafa Colonna e commissionato dalla Congregazione del Pio Monte della Misericordia appunto, di cui era membro insieme alla sua famiglia. Il rapporto tra Caravaggio e la famiglia Carafa, inoltre, è intriso di mistero: pare infatti che fu la nobile famiglia ad aver concretamente aiutato l’artista a fuggire da Napoli.

E poi c’è “Martirio di sant’Orsola”, l’ultima delle opere del Caravaggio realizzate a Napoli. Il quadro risale al 1610, poco prima della sua tragica scomparsa e fu poi acquistato nel 1972 dalla Banca Commerciale Italiana.

Il dipinto oggi si trova infatti nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, lungo Via Toledo.